---
title: "Fotografare gli adolescenti: la volta che ho perso su tutti i fronti - Studioliviero.com"
description: "Studio Fotografico specializzato in ritratto esperienziale, famiglie, bambini, gravidanza e matrimonio a Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna."
url: "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti"
date: "2026-06-07T10:50:29+00:00"
language: "it-IT"
---

![come fotografare gli adolescenti - una coroncina di fiori adagiata su un tavolo di legno al tramonto](https://studioliviero.com/images/2026/05/Fotografare-gli-adolescenti.webp#joomlaImage://local-images/2026/05/Fotografare-gli-adolescenti.webp?width=640&height=430) #  Fotografare gli adolescenti: la volta che ho perso su tutti i fronti

  Luigi Alighieri     Ultima modifica: 23 Maggio 2026    Visite: 69 6 minutes read

- [ ](https://www.facebook.com/sharer.php?u=https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti "Facebook")
- [ ](https://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true&url=https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti "LinkedIn")
- [ ](https://twitter.com/share?url=https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti&text=Fotografare%20gli%20adolescenti:%20la%20volta%20che%20ho%20perso%20su%20tutti%20i%20fronti "X (formerly Twitter)")

C'è una famiglia di Bologna che conosco da quando la loro figlia non era ancora nata.

Ho fotografato la madre con il pancione, quella luce morbida e rotonda che hanno le donne in attesa di qualcosa di grande. Ho fotografato il battesimo, la bambina avvolta in quel bianco cerimoniale che sembra sempre un po' troppo solenne per qualcuno che dorme ancora dodici ore al giorno. Ho fatto due sessioni di famiglia nel mezzo — quelle foto disordinate e vere in cui i bambini scappano e i genitori ridono stanchi. Li conosco. Li voglio bene, nel senso professionale e umano che si crea quando accompagni una famiglia attraverso il tempo.

Poi la madre mi ha scritto per dirmi che voleva regalare alla figlia un servizio fotografico. La figlia aveva dodici, forse tredici anni — non conosco la data esatta. E la madre mi spiegava, con quella sicurezza affettuosa delle mamme convinte di conoscere i propri figli meglio di chiunque altro, che alla ragazza *piaceva moltissimo fotografarsi*.

Ho pensato: bene. Una ragazza che ama le fotografie, una famiglia che conosco, una location bellissima che avevo in mente da tempo — un laghetto tranquillo, una villa d'epoca abbandonata con quella patina di mistero che le location abbandonate sanno dare, tutto tenuto in ordine grazie a un ristorante nelle vicinanze. Sembrava una di quelle sessioni destinate a funzionare quasi da sole.

![villa d epoca con laghetto alla luce del crepuscolo si riflette sul lago vista dall'alto della collina](https://studioliviero.com/images/2026/05/villa-d-epoca-con-laghetto-alla-luce-del-crepuscolo.webp)

Poi ho visto le foto di riferimento che mi aveva mandato la madre.

Non erano appropriate. Non nel senso moralistico del termine — semplicemente non erano adatte a una ragazza di quell'età, nel senso opposto: erano pose da bambina piccola, vestitini floreali, atmosfere da favola illustrata. Ho proposto delle alternative, ho cercato un compromesso. Non è servito a niente. La madre aveva un'idea precisa di come doveva essere quella sessione, e quell'idea aveva dodici anni di ritardo sulla figlia reale.

Il giorno della sessione sono arrivato al solito quarto d'ora prima. Mi piace arrivare prima, camminare sulla location da solo, capire dove va la luce, dove potrebbe succedere qualcosa di interessante. Quel pomeriggio ho aspettato mezz'ora. Poi quaranta minuti. Poi un'ora. Loro erano a più di due ore di viaggio, e avevano trovato traffico.

Quando sono arrivati, era già tardi nel senso più fotografico del termine: la luce migliore se n'era andata.

Li guardavo avvicinarsi dal parcheggio e già leggevo la giornata nei loro corpi. Il padre camminava come chi ha guidato troppo a lungo e non voleva essere lì. La madre aveva quella tensione sulle spalle di chi sa di aver litigato poco prima e vuole fingere che non sia successo. E la ragazza — che era cresciuta esattamente come immaginavo, bella e già donna, con quel tipo di grazia un po' impacciata che hanno i ragazzi quando non sanno ancora bene come abitare il corpo che stanno diventando — camminava un passo indietro rispetto ai genitori.

Aveva in testa una coroncina di fiori veri.

![coroncina di fiori e laghetto alla luce del crepuscolo](https://studioliviero.com/images/2026/05/coroncina-di-fiori-e-laghetto-alla-luce-del-crepuscolo.webp)

Indossava un vestito quasi infantile che non le stava bene. Non nel senso della taglia — nel senso che non era lei. Era il costume di una bambina che non esisteva più.

Ho proposto di andare a prendere un gelato, perché a volte bastano cinque minuti seduti a un tavolino per sciogliere qualcosa. Hanno accettato senza entusiasmo, più per assecondare me che per voglia loro. Bevevo il caffè e intanto studiavo la ragazzina cercando di capire come avvicinarmi, cosa dirle, quale angolo trovare per entrare in quella storia senza fare danni.

Non ho trovato niente. Non c'era spazio.

Abbiamo scattato per dieci minuti.

In ogni foto la ragazza era altrove — non fisicamente, ma in quel modo in cui le persone sono presenti nel corpo e assenti in tutto il resto. Suo padre guardava le scarpe infangarsi con un'espressione che diceva chiaramente che non avrebbe mai dovuto venire. A un certo punto l'ha detto, quasi — ha fatto un commento sulle scarpe sporche di fango, ha detto che stavamo facendo delle foto pessime.

E la ragazza si è chiusa.

Non di colpo, non con un gesto drammatico. Si è chiusa come si chiude una stanza quando qualcuno gira una chiave dall'interno. Era stanca. Voleva solo tornare a casa. E per la prima volta in tutta quella giornata nessuno poteva darle torto.

La madre ha provato a insistere, ma padre e figlia avevano già deciso. La sessione finiva lì.

![pontile su lago al crepuscolo con ina ragazza seduta che guarda l'orizzonte](https://studioliviero.com/images/2026/05/pontile-su-lago-al-crepuscolo-con-ina-ragazza-seduta-che-guarda-l-orizzonte.webp)

Le foto che avevo — se si possono chiamare foto — non le ho mai consegnate. Le ho guardate quella sera a casa, sperando in qualcosa che sapevo già non ci sarebbe stato. In ognuna c'era una ragazzina che avrebbe voluto essere da qualsiasi altra parte. Ho scritto ai genitori proponendo di rifare tutto daccapo, con calma, senza nessun costo aggiuntivo. Una resa, nel modo più generoso in cui riuscivo a farla.

Non li ho mai più sentiti.

Ho pensato spesso a quel pomeriggio. Non con senso di colpa — o almeno, non solo. Ci penso perché quella sessione mi ha insegnato qualcosa che nessun manuale di fotografia ha mai scritto: *fotografare un adolescente è quasi sempre fotografare il conflitto tra chi è e chi gli adulti intorno a lui vogliono che sia ancora.*

Quella ragazza non aveva paura dell'obiettivo. Amava fotografarsi, la madre aveva ragione su questo. Ma amava fotografarsi *alle sue condizioni*, con le sue pose, la sua estetica, il suo sguardo sul mondo — quella cosa potente e un po' anarchica che hanno i ragazzi quando cominciano a capire che l'immagine di sé appartiene a loro e a nessun altro.

Io quella mattina ero arrivato senza strumenti. Non perché non sapessi fotografare — ma perché la situazione non lasciava spazio alla fotografia. C'era troppa altra roba in mezzo: le aspettative di una madre, la stanchezza di un padre, due ore di macchina, una coroncina di fiori su una testa che voleva solo essere lasciata in pace.

Non ho una soluzione per questo. Non ho una tecnica segreta per trasformare una sessione impossibile in qualcosa di bello. Quello che ho imparato — e che ancora sto imparando — è che con gli adolescenti il lavoro vero comincia molto prima dello scatto. Comincia nella conversazione con i genitori, quando bisogna avere il coraggio di dire cose scomode. Comincia nel chiedere alla ragazza o al ragazzo cosa *loro* vogliono da quelle foto, separatamente da ciò che vuole chi li ha portati lì.

Comincia nel riconoscere che quella persona di dodici anni davanti all'obiettivo ha già un'identità precisa, un senso estetico, una voce — e che il nostro compito non è fotografare il bambino che era, ma la persona che sta diventando.

Quella famiglia di Bologna probabilmente non tornerà. E va bene così. Ma spero che da qualche parte, magari con un fotografo più coraggioso di me in quel pomeriggio, quella ragazza con la coroncina di fiori sbagliata abbia trovato il modo di mostrarsi come voleva lei.

Sarebbe stata una foto bellissima, ne sono certo.

---

 Se ti piacciono le storie come questa, [ogni mercoledì ne troverai almeno una nuova](https://studioliviero.com/index.php?Itemid=2385 "newsletter con le storie migliori che vale la pena leggere") nella mail che mando ai clienti migliori.

- [ Famiglia ](https://studioliviero.com/famiglia)
- [ Book fotografico ](https://studioliviero.com/book-fotografico)
- [ storie ](https://studioliviero.com/storie)

###  Articoli suggeriti

 [  ![la farina sul naso - una bimba ed una madre che si sporcano di farina mentre impastano](https://studioliviero.com/images/2026/04/la-farina-sul-naso.webp#joomlaImage://local-images/2026/04/la-farina-sul-naso.webp?width=640&height=430)  ](https://studioliviero.com/blog/la-farina-sul-naso)####  [ La farina sul naso ](https://studioliviero.com/blog/la-farina-sul-naso)

  Luigi Alighieri

 [  ![Servizi fotografici di ritratto emozionale in bianco e nero](https://studioliviero.com/images/2026/Il-silenzio-del-bianco-e-nero.webp#joomlaImage://local-images/2026/Il-silenzio-del-bianco-e-nero.webp?width=640&height=430)  ](https://studioliviero.com/blog/il-silenzio-del-bianco-e-nero-vedere-senza-il-colore)####  [ Il Silenzio del Bianco e Nero: vedere senza il colore ](https://studioliviero.com/blog/il-silenzio-del-bianco-e-nero-vedere-senza-il-colore)

  Luigi Alighieri

 [  ![il 2025 nelle nostre foto](https://studioliviero.com/images/2025/12/un%20anno%20di%20storie.webp#joomlaImage://local-images/2025/12/un%20anno%20di%20storie.webp?width=640&height=430)  ](https://studioliviero.com/blog/2025-un-anno-di-storie-luce-e-pura-poesia)####  [ 2025: Un anno di storie, luce e pura poesia ](https://studioliviero.com/blog/2025-un-anno-di-storie-luce-e-pura-poesia)

  Luigi Alighieri

## Schema

```json
{ "@context": "https://schema.org", "@type": "BreadcrumbList", "itemListElement": [ { "@type": "ListItem", "position": 1, "name": "Home", "item": "https://studioliviero.com" }, { "@type": "ListItem", "position": 2, "name": "Blog", "item": "https://studioliviero.com/blog" }, { "@type": "ListItem", "position": 3, "name": "Fotografare gli adolescenti: la volta che ho perso su tutti i fronti", "item": "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti" } ] }
```

```json
{ "@context": "https://schema.org", "@type": "Article", "mainEntityOfPage": { "@type": "WebPage", "@id": "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti" }, "headline": "Fotografare gli adolescenti: la volta che ho perso su tutti i fronti", "description": "C'è una famiglia di Bologna che conosco da quando la loro figlia non era ancora nata. Ho fotografato la madre con il pancione, quella luce morbida e rotonda che hanno le donne in attesa di qualcosa di grande. Ho fotografato il battesimo, la bambina avvolta in quel bianco cerimoniale che sembra sempre un po' troppo solenne per qualcuno che dorme ancora dodici ore al giorno. Ho fatto due sessioni di famiglia nel mezzo — quelle foto disordinate e vere in cui i bambini scappano e i genitori ridono stanchi. Li conosco. Li voglio bene, nel senso professionale e umano che si crea quando accompagni una famiglia attraverso il tempo.", "image": { "@type": "ImageObject", "url": "https://studioliviero.com/images/2026/05/Fotografare-gli-adolescenti.webp" }, "publisher": { "@type": "Organization", "name": "Studio fotografico Oliviero", "logo": { "@type": "ImageObject", "url": "https://studioliviero.com/images/loghi/logo10.webp" } }, "author": { "@type": "Person", "name": "Luigi Alighieri", "url": "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti" }, "datePublished": "2026-05-22T18:03:58+02:00", "dateCreated": "2026-05-22T11:55:05+02:00", "dateModified": "2026-05-23T11:58:53+02:00" }
```

```json
{ "@context": "https://schema.org", "@type": "Article", "mainEntityOfPage": { "@type": "WebPage", "@id": "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti" }, "headline": "Fotografare gli adolescenti: la volta che ho perso su tutti i fronti", "description": "Studio Fotografico specializzato in ritratto esperienziale, famiglie, bambini, gravidanza e matrimonio a Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna.", "image": { "@type": "ImageObject", "url": "https://studioliviero.com/images/2026/05/Fotografare-gli-adolescenti.webp" }, "publisher": { "@type": "Organization", "name": "Luigi Alighieri", "logo": { "@type": "ImageObject", "url": "https://studioliviero.com/images/loghi/logo10.webp" } }, "author": { "@type": "Person", "name": "Studio fotografico Oliviero", "url": "https://studioliviero.com/blog/fotografare-gli-adolescenti-la-volta-che-ho-perso-su-tutti-i-fronti" }, "datePublished": "2026-05-22T18:03:58+02:00", "dateCreated": "2026-05-22T11:55:05+02:00", "dateModified": "2026-05-23T11:58:53+02:00" }
```
