testata chevalier macdonald La vedova allegra

Da diversi anni il lavoro del fotografo è quasi interamente digitale. Le fotocamere realizzano files in formato grezzo che il fotografo, poi, "sviluppa" secondo i suoi gusti e la sua creatività utilizzando appositi software detti camere chiare.

Ma c'è stato un tempo, neanche tanto lontano, in cui le foto venivano realizzate in maniera analogica, utilizzando le pellicole, e lavorate in camera oscura secondo i gusti e la personalità del fotografo.

In fin dei conti la fotografia non è cambiata poi così tanto,

sono cambiati i mezzi, i metodi di lavoro, i supporti ma l'essenza della fotografia (quella esigenza pura e semplice di regalare alla storia un attimo della propria vita o di quella di un altra persona) è rimasta immutata.

Diciamocelo chiaro e tondo, le foto si scattano per ricordare momenti di vita (generalmente belli), si fa per se stessi ma anche per gli altri, per coinvolgere in qualche modo anche chi in quel momento non c'era.

Così dalla nascita della fotografia ai giorni nostri, sono state scattate milioni di foto. Il bello è che moltissime foto, tutte quelle realizzate prima della nascita della fotografia digitale, venivano stampate su carta o cartoncino fotografico e poche di queste sono andate perse. In ogni famiglia c'è un piccolo o grande archivio fotografico, magari nascosto o dimenticato, ma c'è. 

A volte questo archivio può nascondere anche piccoli tesori, non in senso materiale, ma sicuramente storico o affettivo.

Per il lavoro che faccio, mi capita spesso di mettere le mani su materiale fotografico d'epoca da riprodurre o da restaurare, spesso con scarso valore commerciale, ma ogni volta, per me è un emozione nuova.

Sarà perchè sono un sentimentale o sarà l'età che avanza, fatto sta che le vecchie foto mi affascinano sempre.

 

"Una fotografia è molto più di un oggetto. Spesso custodisce un momento di felicità perfetta ed eterna"

[Annelise Corbrion]

 

Proprio alcuni giorni fa, sono venuto in possesso di alcune fotografie d'epoca in formato 20x25 stampate su carta fotografica lucida, quella di una volta. Sono foto di scena, realizzate sul set. Hanno un livello di dettaglio eccezionale, prenderle in mano ed osservarle è un esperienza unica, indescrivibile.

Sarà stato il caldo dei giorni scorsi o il fatto che la mente era già in vacanza, mi sono limitato ad ammirarle senza farmi troppe domande. Ma ora che l'aria si è rinfrescata, mi è venuta voglia di saperne di più. Chi sono le persone ritratte? Si trattava di un set cinematografico o teatrale? In che anno sono state scattate?

Tutte queste domande, fino ad alcuni anni fa sarebbero rimaste inascoltate, a meno che non fossi riuscito a rintracciare un esperto di cinema d'epoca che sapesse darmi qualche risposta. Ammesso che si trattasse di un set cinematografico e non teatrale.

Ma oggi fare delle ricerche storiche è semplicissimo, abbiamo a disposizione e gratuitamente il più grande archivio che la storia abbia mai avuto. Google.

Risalire all'origine di quelle foto è stato semplicissimo, ho fatto una scansione, l'ho caricata su chrome e col tasto destro ho selezionato "cerca questa foto su google" e... miracolo! La risposta è stata sorprendente: "Migliore ipotesi per questa immagine: jeannette macdonald" Seguivano una serie di link sui quali poter approfondire.

Così mi sono fatto una cultura su questa attrice/cantante  degli anni 30 (per me completamente sconosciuta, fino ad ora) ed ho potuto scoprire che le foto si riferiscono al film "The Merry Widow" e l'attore che si vede su una di queste è Maurice Chevalier.

In Italiano: la vedova allegra 1934 diretto da Ernst Lubitsch.

 

Non vi è venuta voglia di andare a sbirciare nel vostro archivio fotografico? Fatelo, se non altro per provare emozioni che in futuro saranno riservate a pochi.

Ed ecco e famose foto d'epoca

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