ritratto fotografico perchè essere coerenti con la propria immagine

Ritratto Fotografico: perché essere coerenti con se stessi

Vi spiego perché quando decidete di fare una sessione di ritratto fotografico professionale dovete sempre rappresentare la vostra personalità con coerenza.

Alcuni mesi fa mi è capitata una cliente che chiedeva un servizio fotografico di ritratto in studio ed uno all'aperto che la rappresentasse.

In situazioni di questo tipo, ho due metodi per procedere, il primo è riservato a chi mette al primo posto il risultato che mi piace definire "artistico". Il secondo metodo, lo utilizzo con chi mette al primo posto il costo del servizio che chiamo "artigianale".

La differenza è che nel primo caso, studio insieme al cliente il servizio fotografico da realizzare in funzione al risultato che vuole ottenere, che genera, solitamente, una soluzione di tipo artistico; mentre nel secondo caso seguo una serie di azioni standard che producono una soluzione standard ma comunque di qualità professionale.

Questa era, dunque, una situazione da primo caso. Il risultato doveva essere di alta qualità e dovevamo ottenere dei ritratti che sarebbero stati utilizzati per produrre delle stampe fine-art da arredo.

Il lavoro viene quindi diviso in varie fasi e la prima di queste fasi è quella di raccogliere informazioni sul soggetto da fotografare per progettare un lavoro che ci consentirà di ottenere dei ritratti coerenti con l'aspettativa del cliente (in questo caso, della cliente).

La raccolta di informazioni consiste nel chiacchierare con la cliente di vari argomenti allo scopo di capire che carattere ha, qual è il suo stile, come si vede e come crede che gli altri la vedano.

Il colloquio a volte si svolge in studio, dove vengono anche mostrate alcune foto esemplificative per raccogliere feedback, a volte passeggiando, altre volte in un bar davanti ad una gustosa colazione, altre volte ancora con una semplice telefonata.
E' un momento molto delicato durante il quale solo con l'esperienza professionale acquisita si riescono ad avere le informazioni necessarie per poter capire cosa vuole veramente la cliente e fare in modo che poi il servizio fotografico sia di suo gradimento.

In questo caso specifico i colloqui sono stati più di uno anche per la complessità del servizio fotografico che doveva essere suddiviso in due fasi (studio e location).

La cliente mi era parsa una persona elegante, con un certo gusto, gli abiti che indossava nei vari incontri erano casual ma scelti con cura e si vedeva da lontano che erano da "boutique" e non da negozietto cinese.
Era giovanile (anche se non giovanissima), allegra ma anche sensibile e romantica. Non si vergognava di mostrare il giusto senza esagerazioni e volgarità, infatti aveva apprezzato anche delle foto di stile classico/romantico dove le modelle erano vestite solo di veli e poca lingerie.

Insomma sembrava un lavoro ben definito, quindi fu abbastanza semplice delineare i vari step delle due sessioni di ritratto fotografico.

Ci procurammo l'abbigliamento giusto, gli accessori da utilizzare e scegliemmo la location.

Ero abbastanza certo di aver capito che tipo di foto volesse e lei aveva approvato la mia scelta con entusiasmo.

Alla consegna dei provini, però, sembrava soddisfatta ma non entusiasta quanto mi sarei aspettato. Diceva che le foto erano molto belle, pagò, quanto stabilito ma non ci fu nessuna richiesta di stampe da arredo che era, invece, il motivo principale per il quale aveva chiesto il servizio fotografico.

ritratto fotografico bianco nero in studio

*Le immagini sono usate solo a titolo di esempio e non hanno un'attinenza diretta con la cliente di cui si parla qui

Così cercai di capire che cosa non avesse funzionato, e la contattai diverse volte ma lei continuava a dire che le foto le erano piaciuite molto ma doveva solo trovare il tempo per scegliere quali stampare. La scelta però non arrivava mai.

Per indagare ancora più a fondo ho cominciato a cercare i suoi profili social per vedere che tipo di foto condivideva con i suoi followers.

Per la verità, sarebbe stata una cosa da fare prima del servizio fotografico di ritratto ma non l'avevo fatta perché mi era parso che avesse le idee molto chiare su come volesse apparire nelle foto.

Non potete immaginare la sorpresa quando ho visto le foto pubblicate sui social. Lei si mostrava quasi sempre aggressiva, con pose da dura, abbigliamento in pelle, lingerie molto particolare. Insomma in maniera completamente diversa da come si presentava nella realtà.
Cioè aveva creato un'immagine di se stessa che non la rappresentava per niente, che era l'esatto contrario della ragazza semplice ma raffinata, sensibile, elegante e ricercata che era nella sua vita reale.

Normale che i ritratti che avevamo fatto non le piacevano! Lei non si vedeva come la vedevo io.

Perché vi ho raccontato questa storia?


Per dirvi che a volte creiamo intorno a noi (in maniera, forse, inconsapevole) un mondo che non sempre corrisponde alla realtà che ci rappresenta.

E quando decidiamo di fare un servizio fotografico bisogna tenerne conto e parlarne sempre con la persona che deve fotografarci, cioè se ci sentiamo degli hippies ma ci presentiamo in tailleur sarà difficile per la persona che abbiamo di fronte lo capirà.

A volte mi sembra che noi fotografi siamo sopravvalutati o quantomeno che ci vengano attribuite facoltà divinatorie che, credetemi, non abbiamo.

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