Erano le nove e quaranta di mattina quando ho caricato in macchina l'ultima scatola: bouquet delle damigelle, spille per i genitori, cestini di petali per le bambine del corteo. Tutto organizzato la sera prima, controllato due volte. Tutto tranne l'indirizzo della chiesa.
Katherine e Freddy avevano organizzato il matrimonio con mesi di anticipo, come si fa quando si vuole arrivare a quel giorno senza sorprese. Nel frattempo qualcosa era cambiato: la chiesa non era più quella indicata nel preventivo iniziale, e nessuno dei due mi aveva scritto per aggiornarmi, presi da tutto il resto che un matrimonio si porta dietro nelle settimane finali. Non è una colpa che voglio scaricare su di loro. Avrei dovuto verificare io stesso quell'indirizzo la sera prima, invece di dare per scontato che fosse rimasto tutto com'era mesi addietro. Si dà per scontato tutto, in un matrimonio, finché non ci si trova davanti a un cancello chiuso.










